19/mar/2012

Padre

Credo che mio padre non ci abbia mai amato, oppure,  siamo noi che non abbiamo mai capito il suo tipo di amore. Probabilmente non ha mai perdonato a me e a mia sorella di essere ancora vive, al posto di nostra madre: ci guarda, a volte, come se noi fossimo il suo nemico e non le sue figlie, eppure, si intenerisce e si rende disponibile  quando si tratta dei nostri ragazzini e, addirittura, si illumina di fronte alle loro parole e le loro vicende; ma, mai una volta che avesse notato la nostra stanchezza, le nostre mani rovinate dalla fatica e il nostro disagio di vivere; mai che ci chiedesse come stiamo e come ci sentiamo, anzi, quando parla con noi, lo fa con stizza, rabbia e visibile irritazione, come fosse un adolescente alle prese con i suoi genitori e non un vecchio padre, sano, lucido e dalla vita dignitosissima, che potrebbe ancora elargire doni meravigliosi alla sua famiglia.
Perché vi dico questo? Non lo so, forse perché sto per andare a fare un esame in ospedale, un esame che lui conosce molto bene e del cui esito non si informa mai, da anni ormai. Devo pensare che non gli interessi o che abbia paura per me?
Mentre scrivo, di corsa, prima di andar via, leggo la lettera che mia figlia ha scritto a suo padre per la festa del papà, nel punto in cui dice: "Essendo te stesso, mi hai mostrato il modo migliore di essere: mi fai credere nei miei sogni e mi rendi orgogliosa di essere come sono: ti voglio bene, papà" e vorrei tornare indietro, quando il mio papà era il mio eroe e non fonte di dolore e di tristezza.
A lui, nonostante tutto, dedico questa, con affetto e un po' di disperazione, nel giorno della sua festa.

56 commenti:

  1. Il mio papà non c'è più. Il tuo c'è, ma intravedo un grande dolore nelle tue parole che ci dicono di lui. Ti sono vicina in questo giorno difficile.
    Abbi fede. La vita può riservarti una gioia insperata.
    Paola

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    1. Paola, sei sempre dolce e capisci oltre le parole. La fede, quella con la maiuscola, è un dono che non ho, ma che avrei voluto avere, certo, per essere più serena di fronte alle frustrazioni e al dolore; per questo, mi piace la gente che la fede la vive in modo pulito e disinteressato, come te...
      Un abbraccio, carissima.

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  2. Linda cara, mi spiace veramente tanto che il rapporto con tuo padre sia così complicato. Fa soffrire perchè i papà sono una risorsa eccezionale, il mio lo è e dovrebbe essere così per tutti. Ti auguro che presto o tardi, usciate da questa situazione perchè di sicuro, a modo vostro, vi amate.

    Purtroppo da 13 anni questa giornata per me non è più di festa, per motivi che non hanno nulla a che vedere con mio padre. Lo festeggio più che posso, ma oggi no. Ti abbraccio forte

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    1. Hai ragione: i padri possono essere una risorsa eccezionale e il mio lo sarebbe pure, se non fosse accecato dall'orgoglio e dalla rabbia. Sicuramente ci ama, lo sento, ma è come chiuso in una gabbia di risentimento e non riesce a dimostrarlo.
      Mi dispiace, per questa giornata, non oso immaginare che dolore nasconda e ti sono vicino, sinceramente. Ti abbraccio, dolce Liz.

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  3. Un post, come dici nell'etichetta, difficile. Io penso due cose: la prima è che bisogna arrivare ad accettare che le persone (anche i genitori) ci amino a modo loro, non come ci aspetteremmo. Lui lo fa come lo sa fare, anche se non è quello che vorremmo.
    La seconda è che anche se ormai siamo più che adulti e, si presume, strutturati, la famiglia è sempre qualcosa con cui si continua a confrontarci, nel bene e nel male.

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    1. Lui lo fa come lo sa fare, dici tu ed è vero. Ma mi viene in mente Vedi Cara di Guccini "Tu sei molto anche non sei abbastanza e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi. Tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, ecc. ecc.." Quel tutto è ancora poco, Pyp; pur amandolo mi rendo conto che quel tutto è ancora poco, troppo poco per me. Ma, per seguire il tuo discorso, sì, ho preso le distanze da lui da molti anni, ormai, ma a volte il desiderio che la nostra storia fosse andata diversamente, torna più forte, come oggi.

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  4. è durissima aggiungere qualsiasi altra parola...
    ma credo che tu debba essere grata a quella relazione che legava te e tuo papà e su questa gratitudine appoggiare la tristezza e il terrore della sua trasformazione...
    ...e godere di quello che tua figlia sente per il suo papà...
    daje eh!!

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    1. La gratitudine c'è sempre, anche se mi dispiace che le cose tra noi non vadano benissimo: se sono quel che sono lo devo a lui, lo so bene e non lo rinnego. avrei voluto solo che riuscisse ad amarci in modo più aperto, forse totale, ma ho preteso troppo, credo...
      per mia figlia suo padre è superman e questa cosa mi piace tantissimo! :))

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  5. non sai quanto possa essere simile la mia storia e quindi ti capisco e ti abbraccio... coraggio, sei una splendida persona.
    Baci

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    1. Elisetta, cara...
      Un abbraccione a te.

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  6. Vorrei poter scrivere un post come il tuo (ti sembrerà strano) pieno di dolore e amarezza; che sono meglio, credo, dell'indifferenza e del fastidio che mostrerei io.

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    1. Giannitos, quando arriviamo a provare indifferenza e fastidio verso i nostri genitori, vuol dire che abbiamo già dato, in termini di dolore e di amarezza, certo.

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  7. Linda cara, ti capisco più di quello che tu creda. So cosa significa credere di non essere amati da un padre, a me è capitato. Negli ultimi anni della sua vita mio padre è stato indifferente a me. Mi sono ammalata e non sembrava curarsene. Ma proprio per questo, perché ti capisco, ti dico che ciò che conta è quello che sei tu, nel profondo. E tu sai di essere una persona meravigliosa.
    Tengo le dita incrociate. Un abbraccio

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    1. Cara amica, sì, contiamo noi, nel profondo, belle o meno belle che siamo. Ma certo, scoprire di contare meno di una governante, per tuo padre, è amaro da mandar giù. Ma sono sicura di aver sbagliato qualcosa anch'io, con i miei, o di aver preteso troppo da loro, in quanto ad affetto ed attenzioni, non so...So solo che ancora, in certi giorni difficili come questo, la sua distanza fa più male. Ti abbraccio carissima, ancora più forte del solito, perché c'è un'altra cosa, tra le tante, che ci unisce.
      p.s.le dita incrociate sono servite, eccome!!

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  8. Meraviglioso, struggente Peter Gabriel... Cara Linda, io ho la fortuna di avere un legame saldo e affettuoso con mio padre, ma ho "vissuto" attraverso mio marito qualcosa di molto simile a quello che descrivi tu. E so che è dura, durissima. Cerca di concentrarti su tua figlia, sulle splendide parole che ha scritto e sulla sensibilità che denotano, per stare meglio.
    Un forte abbraccio e un enorme in bocca al lupo per il tuo esame...

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    1. Cara Elinor, tieniti stretto il bel rapporto con il tuo papà, ché ti renderà una madre ancor più salda di quel che già sei e una figlia devota e tenera, quando lui invecchierà. Sulle belle parole della piccola, sì, devo dire che pur non essendo indirizzate a me, mi hanno emozionato...
      Grazie per l'abbraccio, che ricambio di cuore (l'esame è andato bene :))

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  9. Le parole vengono difficili, cara Linda, in una situazione come la tua: l'atmosfera non è delle migliori, l'unica cosa che mi viene in mente è pensare che anche esperienze così dure possano servire a forgiare un carattere di una figlia, anche di quando diventa a sua volta genitore. Dato che è dagli errori e dalla sofferenza che spesso viene fuori il meglio di una persona. Non a caso ritengo il "Siddharta" di Hesse un libro che ha cambiato la vita a molte persone. Ti abbraccio e complimenti per l'abbinamento musicale: ma del tuo gran gusto non avevo mai e poi mai avuto dubbi.

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    1. Sicuramente le esperienze dure ci modellano e ci indicano la strada da intraprendere, quando sarà il momento di fare alcune scelte, soprattutto certe scelte educative, ma rimane sempre un senso di malessere, quasi fosse un vuoto che poteva eseere riempito e non lo è stato. Ma tant'è. Su Siddharta devo darti ragione: è stato un vero faro illuminante,nella vita di molti di noi.
      Per Peter, grazie, so che non è il tuo forte, ma apprezzo la tua pazienza d'ascolto... :)

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  10. diglielo.
    parla a lui come hai parlato a noi, anche se sarà più difficile.
    perdonalo, ma digli tutto ciò che hai pensato ed ancora pensi e quanto ti manca.
    forse avrai una risposta ad una domanda che ti sconsiglio di formulare, ma che è sottesa a ciò che ho letto.
    padre, mi ami?
    io ho parlato a mio padre: credo sia stata la cosa più difficle che abbia mai affrontato, ma ne sono felice.
    mi ha lasciata, quando è morto, senza nessun nodo alla gola, felice di aver spazzato la casa dalle ragnatele e dall'oscurità.
    non permetterti di vivere con il rimpianto di una frase non detta, di una ferita mai rimarginata.

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    1. LA mia paura è proprio quel che dici alla fine del tuo commento, ossia, che lui se ne vada senza che io sia riuscita a parlargli di quel che penso di lui, facendomi spiegare il perché di questa distanza affettiva che sembra aver messo tra lui e noi due figlie. Vorrei che mi dicesse cosa vuole da noi, cosa vuole da me e perché ha smesso di trattarci da figlie; vorrei che mi dicesse cosa è successo quando sua moglie lo ha lasciato e perché ci ritiene responsabili della sua vita interrotta e del suo dolore mai sopito. Vorrei parlare con lui, o meglio, vorrei che mi ascoltasse, ma si irrigidisce non appena accenno ad un discorso che non sia meramente materiale e scalpita come un bambino viziato. Sono sicura che quando morirà, se non avrà risolto, questa avversione si ritorcerà contro me stessa e invidio chi riesce a "chiudere" con i propri genitori perché poi non avrà nessun nodo alla gola, per riprendere la tua espressione...

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  11. Oh Linda...che magone mi è venuto! Ti abbraccio forte forte...

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    1. Abbraccio ricambiatissimo, cara.

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  12. oh Linda, intanto hai una meravigliosa figlia che ha scritto cose bellissime per il suo papà. e poi c'è sempre quel detto "ciò che non ci distrugge ci fortifica". mio padre non lo sento da tantissimo tempo, non lo vedo da diversi anni. non sa quasi niente di me, per cui ti capisco davvero quando scrivi del disinteresse del tuo. che poi, magari, come scrivi giustamente tu, è solo paura per l'esito di quell'esame e non sa come dirti o chiederti come stai veramente.

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    1. Trilly, quando ho letto quel biglietto d'auguri, ho fatto fatica a riconoscere la mia bambina e ho pensato:"ma come fa a pensare queste cose di lui?" Ma poi ho pensato che fosse giusto e che la piccola ha il diritto di ritenere suo padre un eroe e di crescere con dei ricordi belli e gratificanti. Per il tuo papà, sono più mortificata di quello che riesco a dirti e mi dispiace tanto che non abbia potuto godersi una figlia dolce e buona come te: forse si è perso il meglio della sua vita e non lo sa. Ti abbraccio, piccola

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  13. Anzitutto va detto che i genitori hanno avuto un imprinting di severità che è retaggio di tantissimi anni fa, mentre si sciolgono come neve al sole con i nipoti, come genitori per essere bravi pensano di dover essere severi e non mostrare "debolezze". Quindi non pensare che sia astio e collera nei tuoi confronti, ma probabilmente una sua paura di sbagliare con voi e che il vedervi soffrire per eventuali problemi di vita, sia dovuto alla sua incapacità di proteggervi. Non parlare dell'esame che vai a fare significa per lui esorcizzare la paura del male e delle conseguenze. Se non se ne parla, non esiste ? Un mettere la testa sotto la sabbia.
    Con i tuoi figli lui non ha responsabilità, quindi non ha nessuna remora, nessun timore di sbagliare e si lascia andare alla naturale disponibilità di nonno.

    Chiedigli se si rende conto di come può ferire con questo suo modo di comportarsi verso di voi figli e che cosa dovete fare per tranquillizzarlo e fargli passare quella rabbia nascosta. Concordo con Gattarandagia : MAI chiedergli "mi vuoi bene", perché lui te ne vuole, se non ve lo voleva vi avrebbe abbandonato !!! Quindi NON METTERE IN DUBBIO IL SUO AMORE, ma solo fagli presente che questo suo atteggiamento di cui probabilmente non si rende nemmeno conto fa male a voi e nega anche a lui indirettamente un mondo di serenità.

    Un abbraccio Renata

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    1. Renata, non metto in dubbio il suo amore, solo che non riesco a decodificarlo, perché hai ragione sul fatto che i nostri genitori (lui farà 80 anni tra pochi giorni) solo stati cresciuti in modo diverso, con un autoritarismo che probabilmente ha reso molti di loro degli (apparenti) anaffettivi. Non sa davvero dimostrare quel che prova, nei nostri riguardi, e a volte stento a credere alla sua freddezza, quasi mi trovassi in un sogno. Probabilmente è come dici tu anche sulla sua incapacità di proteggervi e sul fatto che non ha il coraggio di affrontare il nostro dolore e le nostre preoccupazioni. Ieri, dopo averlo sentito al telefono e dopo avergli detto che ero andata a fare quell'analisi, lui mi ha risposto così: " E' tornato G. da scuola? Beh... passamelo...)Ho riso, che dovevo fare, e gli ho passato G.

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  14. Questo è un post tosto. E non mi sento di dirti niente altro che un grazie per averlo condiviso (facendomi riflettere). E poi un abbraccio. Forte.

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    1. povna cara, è tosto, sì, e me ne scuso sinceramente... Ieri l'ho pubblicato prima di uscire, in preda all'ansia per l'analisi e alla tristezza per la sua indifferenza. Ma, successivamente, mentre guidavo verso la meta, rimproveravo a me stessa la mia (solita) impulsività e mi riproponevo di cancellarne ogni traccia, al mio ritorno. Invece, quando ho aperto il pc decisa a cancellare ogni cosa, ho trovato dei commenti così belli e così partecipati, che non me la sono sentita più e ho lasciato che il mio cuore fosse visibile a tutti...
      Grazie, ricambio con affetto l'abbraccio...

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  15. Io ho avuto un padre meraviglioso. L'ho perso tre anni fa e ancora non riesco a superare del tutto il dolore per la sua perdita. Credo che non ci riuscirò mai. A sua volta lui invece non ha mai avuto un briciolo di amore o di interessamento da suo padre, un padre avaro, arido, incapace di qualsiasi tenerezza. A otto anni mio padre era rimasto orfano di madre e, tre anni dopo, aveva perso anche l'unico fratello. Suo padre non gli aveva nemmeno detto che la mamma era morta: aveva dovuto capirlo da solo, e non ha mai saputo perchè. Per tutta la vita si è sempre chiesto il motivo del suo nome: "Virginio", un nome poco usuale per le menti rozze e contadine di un tempo. Io l'ho scoperto quando è morto e non ho più potuto dirglielo. Era il nome del nonno materno. Puoi immaginare che tipo di rapporto avesse con suo padre, se non aveva mai saputo nemmeno questa piccola cosa. Eppure, nonostante non avesse mai ricevuto amore, a me e a mia madre, a mio figlio e anche a mio marito, ha saputo darne così tanto che ancora adesso ci sentiamo "le farfalle nello stomaco" ogni volta che pensiamo a lui.
    Eppure sento che tuo padre non può essere così freddo come lo era stato mio nonno. Penso anch'io che dovresti provare a parlargli, spiegargli quello che provi, chiedergli il motivo della sua distanza, forse solo apparente. Un giorno non potrai più farlo e ti chiederai sempre cosa sarebbe cambiato se l'avessi fatto. Tentar non nuoce!

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    1. Ti abbraccio forte forte....e anche io incrocio tutte le dita, anche quelle dei piedi, ma mi sembra di aver capito che sia andato tutto bene, vero?
      Io ho due genitori splendidi ma a volte ho la sensazione di dire poco quanto gli voglio bene...

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    2. Kat, deve aver sofferto moltissimo, allora, povero piccolo ma, poi, deve aver fatto tesoro della sua sofferenza e ha riversato sulla sua famiglia amore doppio, il suo più quello che non gli è mai stato dato. Molte persone sono così: tanto soffrono da bambini e tanto amano da adulti ed è come trovarsi davanti ad un miracolo... Mio padre non è freddo, in genere, è freddo con noi due figlie, quasi che avessimo commesso qualche cosa di imperdonabile ai suoi danni, ma non riusciamo a capire cosa...
      Dovrei chiederglielo di nuovo, ma credo che lui mi risponderebbe come sempre e cioè che siamo noi distanti da lui e non il contrario... Mah, sinceramente, non so quello che devo fare, ma qualcosa devo fare.
      Un bacio.

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    3. Pepper, sì, è andato tutto bene. :)))
      Hai due genitori bellissimi, si capisce da quel che ci hai raccontato di loro, in passato... Abbracciali forte!

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  16. Io, vista la mia esperienza, credo che tuo padre faccia ciò che può e vi ami a modo suo. Cerca di accettarlo così senza rancore ed apprezzare quel poco che riesce a fare magari per i suoi nipoti. Sicuramente soffrire in silenzio e non riuscire a riconoscere i propri errori o problemi, non aiuta a vivere sereni e se lui non ci riesce tu e tua sorella non potete fare niente per aiutarlo. Sapessi quante sofferenze ci ha dato nostro padre! Ci siamo scervellate per aiutarlo e aiutarci, ma non abbiamo risolto nulla. Però. ora che non c'è più riusciamo ad apprezzare quello che pure di buono aveva, nonostante la scorza da duro e prepotente abituato ad esprimersi con rabbia e ad urli o a stare in silenzio a fare i solitari per chissà che cosa... prima o poi scriverò di lui che comunque sarà sempre l'unico padre che ha contribuito a darci la vita. Un caro abbraccio per tutto.

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    1. Mi piacerebbe leggere di lui, attraverso di te; forse la tua esperienza potrebbe aiutarmi a capire certe dinamiche mentali e provvedere a un risanamento, ove possibile.
      Mio padre ha molto di buono: sta bene, ancora legge e studia, si interessa dei suoi nipoti... forse, dal suo punto di vista fa il possibile per noi, chissa, e forse siamo noi che non lo capiamo. Ma sono anni e anni che la situazione va avanti così, tra scazzi furiosi con mia sorella, silenzi assordanti e ripicche... Sono stanca....
      Un caro abbraccio a te, cara e grazie.

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  17. Un giorno improvvisamente mi sono resa conto che avrei dire tutto a mio padre. Affrontarlo, così, a viso aperto, io e lui da soli (senza tutti quei personaggi di contorno che secondo me lui usava per fare da cuscinetto). Avrei dovuto dirgli di come mi ha fatto crescere male, con la sua assenza, di quanto mi ha sempre ferito il suo disinteresse nei miei confronti, di quanto mi fosse difficile andare a trovarlo perché lo sentivo sempre troppo distante, di come il "suo modo" di volermi bene, ammesso che fosse, non era sufficiente, anzi forse non era niente.
    Tutto questo l'ho pensato solo il giorno in cui è morto.
    E' scontato dirlo, mia cara Linda, lo so, tutti sappiamo che prima o poi accade, ma tutti rimandiamo a domani quello che dobbiamo fare oggi.
    Purtroppo.

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  18. E' terribile quello che scrivi e rivedo in te, la vita di molte di noi, che soffrono quel loro amore sempre troppo piccolo, troppo distante, troppo freddo. E ti capisco, moltissimo e mi rammarico per te, per me, per tante come noi.
    Credo che dovrò fare qualcosa ora, per non soffrire troppo quando lui se ne andrà: devo solo trovare la forza e il coraggio di osare.

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  19. mi dispiace. E' dura, è triste che non si renda conto che nel trattarvi così oltre ad aver perso lei, tua madre, perde anche voi, che di lei avete tanto, fuori e dentro. E tu sei una figlia amorevole e sensibile, nonostante tutto questo lo ami incondizionatamente. Mi unisco agli altri, parlagli, in modo che nulla rimanga nel non detto.
    Sei forte Linda, un abbraccio grande.

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    1. Gli parlerò, Soleil, gli parlerò; mi ha frenato, finora, il suo irrigidimento e il suo puntare i piedi, come fanno i bambini che vengono ripresi. Ma mi rendo conto che non abbiamo molto tempo davanti e dunque questa cosa deve esser fatta, quanto prima...
      Ti abbraccio, carissima.

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  20. Linda, nn sai quanto mi dispiace, mi sono persa tutti questi splendidi post, rapita dalla vita. Provo a commentarli un po' perché nn voglio perderli...

    Per i tuoi larghi occhi: Io so che la tua bambina nn si aspetta una madre diversa e so anche che il pensiero più doloroso per una madre è quello di nn sentirsi all'altezza del proprio compito. Lo saprai più tardi [è sempre così], tra un pò di tempo saprai che la tua bambina è stata sempre orgogliosa di questa mamma che fatica, che s'interroga, che nn si reputa all'altezza, che combatte per cambiarsi ma fortunatamente resta se stessa, che più e più volte si è sottomessa ed avrà forse perso quelle piccole battaglie della vita ma è sempre e comunque restata imperterrita in prima fila.

    Sotto quel cielo che chiaman di Dio: Ci vorrebbe qualche Linda in più, nel Mondo :)

    Di amici e flora sparsa: Ho sempre amato il sambuco e lo amava molto anche la mia mamma. Mi commuovo.

    Padre: Cara, che colpo al cuore. Ti dico solo questo in un momento di grande [ed incompresa] fatica.


    Tanti, ma tanti, baci :)

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    1. Missi, cara, mi commuovi con questo commento (scusa, ma sono un'emotiva pazzesca, in questo periodo, sarà la menopausa che sta arrivando...;)) Spero solo che la vita ti abbia rapito trasportandoti in luoghi splendidi, tra persone amorevoli e sincere, e che tu stia bene, davvero bene e serena.
      Sei davvero una splendida pianta di smabuco, così densa di fiori piccoli e bellissimi. Ti abbraccio con affetto.

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  21. Cara Linda condividere spesso fa sopportare meglio il peso di qualche carico emotivo, soprattutto ci fa scoprire che altri vivono la nostra stessa esperienza.
    un abbraccio :)

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    1. E' vero, Renata; tutto pesa di meno se lo condividiamo con qualcuno... un abbraccione a te!

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  22. è davvero pazzescamente difficile interrompere certi modi che si sono instaurati, nel tempo, che sono diventate le modalità "normali". e poi è difficile capire come quando in che situazione e modo sollevare il punto, affrontare il discorso.
    difficile.

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    1. Cambiare lo stato delle cose è sempre difficile, in ogni campo, e in quello affettivo lo è di più, quando non c'è la buona volonta... purtroppo...

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  23. La mancanza dell'amore e della tenerezza paterna, sotto qualsiasi forma, è una di quelle mancanze, di quelle privazioni che difficilmente si risolvono colmandole con altro. Resta sempre e comunque QUEL vuoto, quello scompenso, quel disequilibrio di affetti che nei momenti più delicati della nostra vita si evidenzia in modo ancora più prepotente.

    Io credo che nenache lui viva bene, perchè questo indurimento del cuore fa del male prima di tutto a sè stessi...ed è davvero un peccato che non riesca ada andare oltre, a rendersi conto di cosa sta sprecando.

    Un abbraccio e sai quanto ti capisco per l'esame che hai appena fatto...spero tutto bene.

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  24. Sì, credo che anche lui non viva bene, Elle, sempre alle prese con la sua rabbia, e con chi ha ragione e chi ha torto, mentre il tempo passa ineluttabile. Avremmo potuto vivere una vita incantevole, in autonomia, stima e affetto reciproco, invece no. Un peccato, davvero, per lui soprattutto e per noi, anche. QUEL vuoto rimarrà sempre vuoto.

    Un abbraccio a te! (sì, l'esame è andato bene...)

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  25. Mio padre ci ha amati, siamo 4, a modo suo... PURTROPPO, non ne ho nostalgia.
    (lo dico per me).

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    1. Purtroppo è una parola terribile. Ma comprendo.

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  26. Penso che tutti i genitori in quanto prima persone siano imperfetti nel loro ruolo. E imperfetti siamo noi a idealizzarli troppo. Personalmente ho perso mio padre a 14 anni e gli ultimi due li ha passati più in h che a casa. Quando guardo la sua foto che tengo sul comò a volte mi chiedo se l'ho mai conosciuto davvero... Mia madre ha fatto anche da padre e negli ultimi anni l'ho messa su un piedistallo, forse per non vederne i difetti. Ora la vedo per quello che è e sto molto meglio, mi sono liberata

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    1. Sì, è giusto ridimensionare i nostri genitori ed amarli per quello che sono, in modo adulto: è un po' come liberarsi da una forma di idolatria, te ne do atto. Ma sarebbe bello un rapprto tra pari, magari, senza ripicche, offese, od altro. Semplicemente tra due adulti che si amano. Grazie, carissima, un abbraccione.

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    2. Anonimo10:04

      Capito qui per caso e trovo uno scritto molto toccante, che mi suscita ricordi analoghi e dolorosi....
      Tony
      http://ioviracconto.wordpress.com

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    3. Benvenuto, Tony. Mi dispiace averti provocato ricordi dolorosi, davvero...

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  27. Ciao Linda, sono Matilda. Ci siamo perdute di vista in questa nuova piattaforma, me ne dispiace, anche perché tu eri una delle mie pochissime lettrici...così che sono ritornata nell'invisibilità. Però anch'io ho scritto ieri qualcosa su mio padre, un padre, forse, insomma, mi piacerebbe che lo leggessi. Un saluto primaverile, di fiori

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  28. Cara, ti ho ritrovato e sono molto felice, veramente. Avevo in visibilità il tuo blog politico e pensavo che non scrivessi... ma ti ho spiegato tutto nel commento da te...
    Ti abbraccio, carissima.:)

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  29. I rapporti delle figlie con i padri sono sempre particolari.
    Da qualche parte (anzi, so benissimo da quale parte) ho letto che il padre è colui che, consapevolmente o meno, dà il via, il permesso alla figlia di affrontare il mondo e, con esso, anche gli altri uomini.
    Ma questo rapporto è "dosato" dalla madre: è lei che decide come e quanto padre lasciare alla figlia.
    Forse tuo padre non ha mai imparato a fare a meno di questo "dosaggio"...
    (psicologia spicciola, lo so...)

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  30. buona domenica Linda
    ciaoooo
    Marj

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